E’ LA CASA IL MIGLIOR INVESTIMENTO?

Riuscire ad acquistare una casa rappresenta ancora oggi un obiettivo consolidato nel nostro paese.

Sicuramente è un qualcosa che ci portiamo dietro dal nostro passato poiché possedere un’abitazione assume un valore particolare.

È sinonimo di sicurezza e stabilità.

Ma investire nel mattone rappresenta davvero una scelta intelligente?

Gli italiani sono da sempre definiti “popolo di risparmiatori”.

I nostri genitori, e ancora prima i nostri nonni, hanno passato una vita intera ad accantonare cifre per riuscire a provvedere ai bisogni dei propri figli, destinando parte dei loro risparmi all’acquisto della prima casa, considerato il più solido presente sul mercato. Nei dodici anni in cui l’inflazione in Italia è stata almeno superiore al 10%, investire nel mattone veniva considerato come un investimento positivo, sicuro, un bene rifugio per sé ma soprattutto per i propri familiari.

E soprattutto, accanto a chi possiede un’abitazione di proprietà, ci sono diverse persone che scelgono di investire nel mattone parte dei propri risparmi per acquistare seconde case, con lo scopo di garantirsi una rendita.

Ma oggi la casa è ancora il miglior investimento?

Nessuno ricorda il crollo del valore degli immobili negli ultimi 10 anni?

Quando un cliente mi espone la richiesta di voler investire nel mercato immobiliare per acquistare una seconda abitazione, lo faccio sedere vicino a me e gli propongo di fare due calcoli, annotando in un semplice foglio Excel i costi che questa operazione comporta.

Come se stessimo compilando un foglio di partita doppia.

Da una parte verranno riportati, nel dettaglio, i costi da sostenere quali il valore di acquisto dell’immobile, il valore della parcella del notaio per la stipula dell’atto di compravendita, l’eventuale valore del mutuo, le tasse da sostenere (imposta di registro per l’acquisto, IMU per le seconde case, tasse locali, cedolare secca, imposta di registro sul contratto di locazione), manutenzioni ordinarie da sostenere, spese condominiali (se previste).

Dall’altro lato riporteremo le entrate annuali legate a questo immobile, quali l’importo dell’affitto (un classico 4+4 ad uso abitativo) oppure l’importo della rendita stagionale se sceglieremo questo tipo di soluzione per il nostro immobile.

Arrivati a questo punto spesso ci si dimentica che la scelta di affittare un immobile implica un’incognita non indifferente, forse il tasto più dolente, ovvero la possibilità di non incassare il canone.

Guardando quindi il nostro foglio di Excel, come chiudiamo? In perdita, in guadagno o in pareggio?

Probabilmente il nostro guadagno si aggirerà intorno al 1,5 – 2% ma sarà un rendimento aleatorio perché tutto dipenderà dall’insolvenza o meno del nostro inquilino e da una serie di altri fattori che impatteranno sul nostro incasso.

Inoltre, proviamo a ragionare sulla parola Immobile. Quando investi nel mercato immobiliare, te lo dice la parola stessa, scegli di destinare i tuoi investimenti ad essere Immobilizzati.

Rifletti su questo aspetto, se avessi bisogno di 20.000 € per sostenere delle spese impreviste ma il tuo intero capitale fosse totalmente investito nel mattone, cosa faresti?

L’investimento immobiliare è per definizione poco liquido tant’è che oggi vendere la propria abitazione richiede tempo, fortuna – saprai anche tu per riuscire a trovare l’acquirente giusto al primo colpo serve tanta fortuna – e spesso i costi di intermediazione possono essere molto onerosi.

In cosa si differenziano gli investimenti finanziari da quelli immobiliari?

A differenza di quelli immobiliari, gli investimenti finanziari sono considerati investimenti liquidi poiché, quasi tutti, possono essere prontamente convertiti in liquidità. Il rischio al quale possiamo andare incontro è vincolato all’andamento del mercato, ossia se decido di disinvestire nel momento in cui i mercati perdono il 10%, al momento della conversione perderò quel 10%.

È chiaro, parliamo sempre di una perdita, ma sicuramente sarà un importo più contenuto rispetto ad una perdita che subirei vendendo in tutto fretta un immobile.

Se invece ci soffermiamo sul rendimento di questi investimenti, cosa emerge?

Per entrambe gli investimenti è doveroso ragionare sul lungo periodo, garantendo ai miei capitali il giusto periodo per dare risultati (a meno che tu non voglia acquistare oggi un’abitazione e venderla tra qualche mese).

Ipotizziamo di vendere un immobile tra 15 anni e di disinvestire un fondo nello stesso periodo, che rendimento realizzerò? Il rendimento legato al mio immobile sarà sicuramente aleatorio rispetto ad un rendimento certo che avrò conseguito grazie ad una corretta pianificazione finanziaria dei miei fondi, ti pare poco?

Ha ancora senso quindi, nella società odierna, acquistare un immobile per i figli sperando che vivano vicino a noi e che lavorino nell’azienda di famiglia? Oggi che le nuove generazioni si spostano con più facilità, considerate “cittadini del mondo”, è ancora necessario acquistare una casa per loro?

Se il tuo obiettivo è legato al futuro dei tuoi figli pianifica oggi una strategia puntuale che ti permetta di coprire spese concrete quali la retta universitaria, un master all’estero o un affitto fuori sede.

Quando, un domani, anche loro avranno raggiunto una stabilità lavorativa potrai decidere di impiegare parte dei tuoi investimenti finanziari per questo tipo di esigenza.

Lascia “lavorare” i tuoi soldi e sviluppa con il tuo consulente una pianificazione finanziaria che garantisca ai tuoi investimenti finanziari di raggiungere rendimenti di un certo valore, per il tuo futuro e per quello dei tuoi familiari.

Alla luce di quanto ti ho prospettato, investire oggi nel mattone è ancora una scelta logica?

Se hai a cuore il futuro della tua famiglia, non esitare a scrivermi.

2021-11-05T10:10:45+00:00 5 Novembre, 2021|articoli|