Molte persone mi stanno chiedendo come si muoveranno i mercati nei prossimi mesi.
Senza troppi giri di parole, la risposta che do a tutti è molto semplice:
non esistono previsioni accurate al 100% e nessuno ha la sfera di cristallo per predire il futuro.
Una cosa però è certa: i mercati stanno solo facendo il loro mestiere, ossia quello di oscillare, traballare e tentennare per poi risalire nel tempo.
La volatilità è la fonte dei nostri rendimenti.
Infatti, dove c’è maggiore volatilità c’è maggiore rendimento di lungo periodo.
E solo chi è in grado di cogliere ed identificare i giusti segnali all’interno di questi periodi di incertezza, avrà la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità.
È la storia dell’economia mondiale che ci offre questa lezione: guardando al passato siamo in grado di affermare che dopo una fase di grande volatilità, ci sarà una fisiologica ripresa del mercato.
Mi spiego meglio attraverso un esempio.
Andiamo insieme al lontano 1962, un periodo in pieno boom economico, in cui tutte le cose sembravano andare bene e crescere.
Tuttavia anche allora erano presenti dei problemi.
Il mercato americano nel mese di gennaio 1962 era ai massimi e l’indice Dow Jones segnava un valore di 734 punti.
Cosa accadde dopo circa sei mesi?
Nel mese di giugno l’indice segnò un minimo di 525 punti.
Ci si trovò di fronte ad un mercato ribassista che durò circa sei mesi e che portò in declino la borsa americana del 28%. Non poco direi.
Nella seconda metà dell’anno vi fu poi una ripresa delle quotazioni e alla fine l’indice chiuse quell’anno con un -7,6%.
Secondo gli esperti del settore accadrà così anche in questo 2022.
Relativamente al mercato italiano tutti sono concordi su questo fatto: le dimissioni del Governo Draghi e le elezioni del 25 settembre dovrebbero portare ad un periodo di volatilità del mercato azionario italiano.
L’incertezza dovrebbe finire con un nuovo esecutivo solido che abbia come obiettivo quello di rispettare tutti gli impegni presi a livello internazionale e nazionale, in special modo con il PNRR.
Quale atteggiamento deve adottare l’investitore in questi periodi di forti incertezze finanziare ed economiche?
Meglio rimanere investito o vendere per tentare di salvare il salvabile?
La cosa peggiore è farsi prendere dal panico e reagire d’istinto.
Il rischio sarebbe quello di mandare in fumo il lavoro di pianificazione che insieme abbiamo costruito negli anni.
La migliore strategia, invece, è quella di rimanere calmi e di pensare sempre in funzione di quali obiettivi abbiamo pianificato.
È necessario continuare ad investire, entrando nei mercati azionari in maniera scaglionata nel tempo.
Lo strumento più adatto a soddisfare questo scopo?
Senza ombra di dubbio è il piano di accumulo, meglio conosciuto come PAC, che durante i periodi di crisi come questo si rivela uno strumento efficace e poco rischioso.
La formula del PAC (piano di accumulo del capitale) ti permette di far fruttare il tuo patrimonio, senza doverti imbattere in rischi troppo importanti, anche grazie all’impiego di piccole somme.
Investire in un PAC ti aiuta a non cadere nella cosiddetta trappola dell’emotività legata alla paura dei mercati.
Ma cosa si intende con il termine trappola dell’emotività?
Troppe volte le persone decidono di investire o disinvestire sulla base dell’ultima tendenza, colti dalla paura della volatilità dei mercati.
Questo meccanismo, spesso guidato dalla nostra parte emotiva e non razionale, porta a muoverci nel campo finanziario nei momenti sbagliati.
Utilizzare la formula dei piani di accumulo serve quindi a spazzare via queste paure.
Focalizzati quindi sui tuoi obiettivi, sulla tua capacità di risparmio, sul tuo orizzonte temporale e soprattutto sul grado di rischio che sei disposto a sopportare.
Se hai una somma di denaro da investire e la impieghi tutta in una volta, corri il rischio di concentrare il tuo investimento su un unico prezzo di mercato, il che può essere svantaggioso se i prezzi scendono.
Potresti decidere di impiegare la stessa somma in importi inferiori e ricorrenti attraverso il PAC, riducendo il rischio e gli effetti di qualsiasi mossa avventata.
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