QUAL E’ LO SCOPO PRINCIPALE DELLA NOSTRA RICCHEZZA?

C’è una celebre frase che sostiene che “I soldi non fanno la felicità ma aiutano a vivere meglio”.

C’è infatti chi sostiene che ci sono cose che non si comprano e valgono tanto, come la salute o gli affetti, mentre altri sostengono che i soldi non fanno la felicità ma, comunque, aiutano a vivere meglio.

Tu che ne pensi?

In chiave finanziaria, lo scopo principale della nostra ricchezza è quello di garantire il raggiungimento dei nostri obiettivi in un’ottica futura. Come si colloca il denaro in questo contesto?

Il denaro diventa lo strumento per realizzare ciò che abbiamo progettato e non deve essere visto solo come il fine dei nostri traguardi.

Tutti sappiamo quanto il denaro sia indispensabile per la nostra esistenza, è un po’ come la benzina che permette alle nostre azioni di concretizzarsi.

E’ importante comunque effettuare un grosso lavoro su noi stessi, con la nostra interiorità, per imparare a separarci da questo strumento, lasciandolo lavorare per noi.

Cosa intendo con questa affermazione?

Se volessimo vivere soltanto di buoni sentimenti forse ora non saremmo nemmeno qui a parlare di finanza e di investimenti.

Ci troveremmo magari in meditazione con i monaci buddisti. Ma non è questo il nostro caso.

Ciò che intendo io è bene diverso.

Quando si dispongono di cifre importanti e considerevoli, è doveroso e necessario farle fruttare per garantire a noi e alla nostra famiglia di raggiungere gli obiettivi futuri.

Ma non tutti hanno a disposizione grossi patrimoni perciò è lecito preoccuparsi dell’andamento del nostro portafoglio quando i mercati ci fanno saltare il battito del cuore.

La gestione del denaro rimane quindi una questione spinosa, perché sono in molti a sentirsi sopraffatti dalla sensazione di non riuscire mai a tenere sotto controllo la propria situazione finanziaria.

Cosa deve fare quindi l’investitore, magari in agitazione per i mercati ballerini?

Per prima cosa non deve farsi prendere dal panico quando il mercato è troppo instabile e, soprattutto, deve mantenere il portafoglio intatto nel tempo, così come progettato con il consulente, per ottenere risultati soddisfacenti.

Chi meglio di un consulente può  aiutare l’investitore ansioso? Cosa può fare per lui?

Innanzitutto, sulla base degli obiettivi e dei tempi necessari per il loro raggiungimento, pianifica un portafoglio strategico e performante: una buona diversificazione degli strumenti permetterà di parare colpi bassi.

Grazie alle sue competenze e alla sua professionalità, rassicurerà il cliente quando i momenti saranno difficili e interverrà, con aggiustamenti mirati, per rimettere in carreggiata il portafoglio.

Regola principale: niente panico!

E’ fondamentale mantenere la rotta e tenere lo sguardo fisso verso gli obiettivi prefissati.

Qual è il ruolo del consulente finanziario?

Diventa, a tutti gli effetti, la persona chiave e di fiducia per te e per i tuoi cari: non è più colui che si occupa esclusivamente di comprare/vendere titoli, fondi o valute ogni giorno.

Quella figura la lasciamo ai nostalgici, agli amanti degli anni ‘90.

Il consulente finanziario di oggi fa un altro mestiere, entra in connessione con i clienti e con le loro famiglie, vuole conoscere storie, desideri e sogni nel cassetto, per fornire consigli utili, necessari al raggiungimento di traguardi e obiettivi.

Con i miei clienti ho costruito rapporti di stima e di fiducia, duraturi nel tempo perché la relazione è alla base di tutto.

Tu invece che rapporto hai con il tuo consulente? Raccontami la tua esperienza.

2022-04-12T09:30:59+00:00 15 Aprile, 2022|articoli|